Come si gestisce il traffico durante situazioni di emergenza, ad esempio a seguito di un incidente?

Non si lasciano passare settimane, non si convocano comitati, non si commissionano studi. Nell’immediato si piazza il triangolo di pericolo e ci si mette lì con la paletta per assicurarsi che nessuno si faccia male. Se non è possibile risolvere la situazione nell’immediato, si predispone la segnaletica transitoria fino a quando non sarà possibile effettuare i lavori di ripristino.

La nostra società sta attraversando il più grande “incidente” dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi. Anche in questa situazione è necessario gestire la mobilità. Come sta gestendo questa amministrazione la mobilità di Trento? Come sta garantendo che nessuno si faccia male, né per via della violenza stradale, né per il rischio di contagio?

“Stiamo attraversando il più grande ‘incidente’ dalla Seconda Guerra Mondiale ad oggi.”

Moltissime città del mondo hanno capito subito che con la minore attrattività e capacità del trasporto pubblico, in tanti avrebbero optato per l’auto privata. Le Associazioni e i Movimenti locali (FIAB, Ciclostile, Legambiente, WWF, …) che si occupano di cicloattivismo e ambiente hanno suonato il campanello di allarme oltre un mese fa: se tutti coloro che prima usavano l’autobus o il treno andranno in automobile, la città si bloccherà in un gigantesco ingorgo. Se non daremo spazio sui marciapiedi striminziti o assenti di molte delle nostre strade, saremo costretti a scegliere tra la possibilità di un contagio e la certezza di venire investiti.

L’amministrazione di Trento è in ritardo. La fase critica è oramai passata, ma la situazione non è ancora risolta: siamo nella fase transitoria. Occorre realizzare adesso una Rete di Mobilità di Emergenza; bisognava farlo già settimane fa. Servono spazi adeguati per chi sceglie di muoversi a piedi e in bicicletta, liberando spazio in strada, alleviando il carico sul trasporto pubblico e garantendo così un posto a chi non può farne a meno.

Abbiamo già avuto il primo segnale di ritorno alla normalità: un uomo è in condizioni critiche a seguito di un investimento da parte di un automobilista in Piazza dei Cappuccini. La foto sul giornale mostrava chiaro il segno della testa del malcapitato quando ha sfondato il parabrezza dell’auto. Nel frattempo, con la riapertura, la nostra città sta ritornando il parcheggio che era prima.

È questa la normalità alla quale vogliamo tornare? Quella delle lamiere che invadono la città, dell’inquinamento, delle persone travolte, menomate, uccise?

I cittadini stanno lanciando segnali inequivocabili. Il bonus provinciale per l’acquisto di biciclette sta riscontrando un grande successo. Oltre duecento persone hanno firmato una petizione per chiedere percorsi pedonali e ciclabili sicuri per raggiungere la collina. Per due venerdì di seguito Trento è stata attraversata da festose Critical Mass. Servono spazi per potersi muovere a piedi e in bicicletta in sicurezza. Non stiamo chiedendo la luna e gli esempi si sprecano: Bolzano, Milano, Roma, Bologna, Pesaro…basta copiare.

La giunta deve prendersi le proprie responsabilità e operare celermente per trasformare la città come stiamo chiedendo e come stanno chiedendo molti nostri concittadini: una trasformazione all’insegna della sostenibilità e della mobilità alternativa. Alle parole della mozione approvata dal consiglio comunale (alla quale Ciclostile ha apportato il proprio punto di vista) devono seguire i fatti.

Perché a nulla serviranno le biciclette nuove acquistate col bonus bici se non saranno garantite le condizioni di praticità e sicurezza per poter pedalare.