Quanto espresso in questo post non necessariamente rispecchia il pensiero di Ciclostile.

In seguito (e in opposizione) alla Critical Mass di venerdì 29 maggio, è stata avanzata la proposta di fare una pedalata in fila indiana rispettando più che pedissequamente il Codice della Strada. Nel rispetto delle scelte di tutti e di ciascuno, non parteciperò. Mi permetto di spiegare il perché della mia scelta, augurando a chi parteciperà alla “fila indiana” di fare un bellissimo giro in bicicletta che abbia il massimo risalto mediatico per i nostri comuni fini.

La Critical Mass non è far casino per la città come alcuni sostengono.

È una commistione di disobbedienza civile, riappropriazione di spazi urbani che sono anche – e soprattutto – nostri, ed è il maturare una coscienza collettiva (in altri tempi si sarebbe detto di classe) dell’appartenere a una minoranza discriminata che nel 2018 ha pianto la perdita di un compagno o una compagna ogni 40 ore in media.

Non parteciperò alla fila indiana perché la mia posizione è in antagonismo a un Codice della Strada per il quale chi va in bici è una seccatura e deve stare in fila indiana* fuori dalle scatole. Non parteciperò alla fila indiana perché sono stanco (da pedone e da ciclista urbano) di essere relegato agli scarti dello spazio urbano mentre gli automobilisti impunemente mietono pedoni e ciclisti al ritmo di circa 900 l’anno.

Io a questa amministrazione di Trento ignava e complice di tutti i morti e i feriti che ci sono stati nelle strade di propria competenza non chiedo l’obolo di un’altro centinaio di metri di ciclopedonale decorata da alberi**. Non chiedo piste ciclabili. Chiedo che la città sia delle persone che si muovono senza lo scudo di una tonnellata abbondante di latta, e per farlo bisogna iniziare seriamente non solo a incentivare la mobilità sostenibile, ma a disincentivare pesantemente la mobilità non sostenibile.

Anche costringendo chi sta in automobile ad andare a passo di bici un venerdì al mese.




*Sia ben chiaro che il Codice della Strada consente di pedalare appaiati in ambito urbano.
**Per i non avvezzi a Trento, piantare alberi nel mezzo delle ciclopedonali è il tratto urbanistico distintivo della città.